michela santarella

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Azvali

(Le città e la memoria - I - Ottavia)

Azvali passò di qui trecento anni fa, era un funambolo e s’innamorò delle altezze di questa zona aspra e a tratti verdeggiante. V’instaurò dapprincipio un ginnasio,in seguitò fondò la città a cui diede il suo nome. I suoi figli impararono a camminare su ponticelli, e sottili intrecci di radici, da guglia a guglia, sfidando la gravità, che qui meno che altrove incoraggia il viaggiatore in esercizi di impensabile acrobazia. Le generazioni che seguirono ereditarono le capacità funamboliche e svilupparono l’arte della poesia. La sua vista è concessa dalla vetta di Tacheltec.

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