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Calkta
(Le città continue - IX - Pentesilea)
Non sono mai stato così triste. Desideravo da tempo di vedere Calkta, ed ora che sono qui, sento un vuoto, un’assoluta mancanza, come se nella mia vita non esistesse più nulla di certo.. Non mi spaventa il labirinto di strade, in cui non ho interesse ad orientarmi, non m’infastidisce il sibilo incessante dei cavi elettrici; mi siedo sulla banchina e aspetto che queste sensazioni passino. Potessi almeno piangere.. La ruota di un riksciò si è incastrata fra i blocchi di pietra, l’uomo suda come una bestia, per estrarla, io resto immobile a guardarlo.
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