michela santarella

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Dmamah

(Le città e la memoria - II - Isidora)

Molto difficile da raggiungere, Dmamah, è l’ambita città del silenzio, le sue strade sono coperte da una bianca resina, non risuonano i passi: nessuna voce qui può materializzarsi. Ogni uomo è straniero. Il silenzio è così denso che qualsiasi forma di vita è rallentata nel suo moto e nel suo sviluppo, la sosta è consentita per una sola notte. Si mastica l’ellebora, che consente il riposo senza sonno. L’uomo affaticato dai suoni ritrova in questo luogo il silenzio perduto, ma quelli che non hanno la forza di uscirne dopo una notte, vengono calamitati nelle case dell’azzardo da cui non escono più vivi.

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