michela santarella

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Esmeralda

(Le città e gli occhi - III - Valdrada)

Un mosaico di acquamarina, ebano, bardiglio, strade sonore di marmo campanino, casucce fresche e affollate, balconcini cerulei, e tetti porporini; tutto questo affacciandosi ad anello su un’acqua cristallina, si riproduce in una città speculare, ma diversa. Solo un occhio disattento non s’accorge che la città riflessa è un’altra; Etera, che ammicca in una moltitudine di pesci. L’uomo che cerca la sua immagine in queste acque, può sorridere e trovarvi il suo viso in lacrime, ma se non avrà paura ed ad occhi chiusi v´immergerà le mani, sposerà la sua natura, per quell’attimo.

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