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Idumea
(Le città e il desiderio - I - Dorotea)
Giungo a Idumea dopo aver attraversato a dorso di cammello il deserto di Gobi: il riverbero insopportabile mi ha causato una parziale cecità in presenza di luce forte. Non ho mai voluto seguire il consiglio delle guide Badewin, di bendarmi gli occhi durante il giorno. Il calcolo per orientarsi in questo deserto è complicatissimo, dato che le stelle della sua volta sono tutte mobili. Ad Idumea, si coltivano rare erbe mediche, in quartieri di piccoli orti, delimitati da palme nane. Ottengo gli estratti di piante, barattandoli con polvere di pirite ignea, che su questa terra ha uno straordinario potere fertilizzante, e che estraggo a rischio di vita nelle isole vulcaniche di Lapinosa, sempre attive. Al termine del commercio, dopo una sosta di tre mesi, riparto con una seguito di quindici cammelli, per la volta di Boreale ,dove una tradizione farmaceutica millenaria, ne fa una città laboratorio assai industriosa e ricca..
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