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Lailatov
(Le città e il desiderio - III - Despina)
Il viaggiatore che vuol raggiungere questa città, non si da pena d’affrettarsi nel cammino poiché sa che a qualsiasi ora arrivi, sarà accolto dalla luce, da un giorno perenne e dolce. Luce e calore sono contenuti e irradiati dalle cose, queste proprietà vengono autoregolate negli organismi viventi in funzione delle loro attività. Alle porte viene consegnato ai viaggiatori un mantello di luce, affinché non si aggirino invisibili e tenebrosi nella città. Nel cielo strisce di mare turchese. Un altipiano di sabbia verde e nera separa il quartiere antico detto Dosiride dal nuovo detto Diside. Un grande pozzo artesiano nella falda sotterranea provvede a tutto il fabbisogno idrico. Il clima è temperato; due venti, sempre moderati, soffiando uno da est uno da ovest, accarezzano dolcemente Lailatov. I Soshen che si sono insediati qui da millenni, sono conosciuti ed apprezzati per la gentilezza e l’ospitalità ,concessa a chiunque, richieda asilo; il passante sarà festeggiato con cuori di palma e tamuri, un vino speziato, e frutti prelibati. Dormirà in un letto di fruscianti foglie d’acacia.
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