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Sheernaz
(Le città e la memoria - IV - Zora)
Città incoronata, questo significa Sheernaz, e non v’è nome più appropriato. Prodigiosa e inafferrabile per il mistero del suo incanto; i colori di quest’oasi sono accesi, la natura è lussureggiante, la luce accecante, l’aria tersa e limpida. Costruita in ampiezza lunghezza profondità ed altezza. Sheernaz fra le opere del Cielo Anteriore, è la prova più incontestabile dell’evoluzione di quel ceppo Ario che l’ha progettata ispirandosi all’opera divina: la tradizione parla di una “città in alto” ed una “città in basso”, l’una riflesso dell’altra, dove la realtà manifesta si riunisce a quella non manifesta; Sheernaz è di questa congiunzione, di questo riflesso la parte visibile. In profondità, il suo ordito a scacchiera, con l’alternanza di marmo Alboreo e corallo, invita a addentrarsi nell’opera senza timori, grandi orologi verdi ricordano all’uomo che egli è vivo, e che il luogo incantato in cui si trova è materializzazione di virtù celesti, e il suo compito non è di perdersi in queste. In ampiezza, l’aria mite e cristallina, la vista sconfinata ma non vertiginosa, la luce perfetta, il moto tranquillo, aprono alla verità e alle sue delizie. In altezza, si ascolta una forza gioiosa e irresistibile ,una musica soave e travolgente, l’energia vitale ha la sua manna prelibata; indomabile è lo spirito dell’uomo che si accorda con il potente e sublime moto ascendente della città. In lunghezza Sheernaz dolce e sorridente rapisce per il suo ordine infallibile, per la squisitezza del suo dettaglio e l’integrazione armoniosa delle sue parti. La scienza rivela la perfezione poiché l’idea ha qui la mano che la realizza, e quello che intorno gravita, irresistibilmente si avvicina per entrare nel suo riflesso a completarsi. Due falci lunari suggeriscono che l’opera per quanto grande non ancora è compiuta; il viaggiatore non dimenticherà più Sheernaz.
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